Stromboli

I sensi raccontano i crateri sommitali

vista
100 sfumature di arancione

Guardare le esplosioni dai crateri sommitali di Stromboli è altamente ipnotico e crea dipendenza. Provate a concentrarvi sui colori della lava emessa sottoforma di brandelli.
Proprio nel punto di emissione ha un colore giallo molto intenso, quasi tendente al bianco.
Poi questo giallo pian piano diventa più scuro fino a passare ad arancione, e questo a sua volta si trasforma in rosso quando i lapilli hanno già fatto un po’ di strada lontano dalla bocca eruttiva.
Questo è un effetto del graduale abbassamento della temperatura della lava, man mano che si allontana dal suo punto di emissione.

olfatto
I gas del vulcano

È l’odore prevalente al Pizzo sopra la Fossa. Non è una odore di uovo marcio come a Vulcano, è qualcosa di più pungente, e che potrebbe anche infastidire il naso e la gola. Non abusatene, indossate una mascherina, e mentre intraprendete il viaggio di ritorno lo sentirete distintamente.

gusto
Il pasto dell’eroe

Sulla cima di Stromboli non avete certo il tempo di cenare, presi come siete dalle esplosioni. Ma, la vera esplosione di gusto la avrete una volta tornati nel paesino di Stromboli, intorno alle 22.30-23, quando potrete gustare una meravigliosa pizza in una delle tante pizzerie che attendono la discesa degli “eroi” dalla cima.

tatto
Una seduta riscaldata

Non appena si arriva al Pizzo sopra la Fossa, la prima cosa che si fa è sedersi, al fine di stare più comodi ed intercettare meno vento possibile, sempre presente in cima.
Non crederete a quello che sentirete: in ogni stagione dell’anno quel terreno è caldo, anzi caldissimo se provate ad affondare un po’ la mano.
D’altronde, siete a soli 100 metri dal cratere di uno dei vulcani più attivi del mondo!

udito
Gli sbuffi del vulcano

Ascoltate degli sbuffi dei crateri e provate a distinguerli uno dall’altro: ognuno ha la propria voce, proprio come delle canne d’organo diverse una dall’altra.

Il Gran Cratere de La Fossa: dove il vulcano diventa uno scultore

La Cattedrale di Lipari e il chiostro Normanno del Monastero Benedettino

Il laghetto salato di Lingua

Lipari, dove la storia si intreccia con i vulcani creando l’archeologia

L’antica produzione del sale

Alicudi, dove il tempo si è fermato

Stromboli, il vulcano che respira

Vulcano, la più giovane tra le opere d’arte Eoliane

Panarea, dove mare e vulcani diventano scultori

I sensi raccontano i Faraglioni di Panarea

Sette isole, decine di vulcani

L’eruzione del 2002-03

Lipari al centro della storia del Mediterraneo

Storie di mare e naufragi. I relitti delle Isole Eolie

Pollara, tra poesia e bellezza

Filicudi, paradiso sommerso

I sensi raccontano le fumarole del porto di Vulcano

Panarea e la sua storia

I crateri sommitali

La parte nascosta delle Eolie

Le Eolie, dove è nata la vulcanologia

La pòlis dei vivi e la necròpolis dei morti

Il villaggio preistorico di Cala Junco

La plasticità dei fanghi di Vulcano

Salina, l’isola verde dalle montagne gemelle

La Malvasìa delle Lipari DOC

Filicudi: piccola isola, grande storia

I Faraglioni di Panarea

Il Castello di Lipari, “fuso” con la lava

Le Terme di San Calogero

Il villaggio di Capo Graziano

Come si forma la pomice

I sensi raccontano i crateri sommitali

La Sciara del Fuoco

Gli elementi morfologici sottomarini delle Isole Eolie