La Val Calanna

L’uomo e il vulcano: come comportarsi? Il rischio vulcanico

Non c’è dubbio che, da un punto di vista prettamente temporale, i vulcani sono sulla terra da molto prima che comparisse la specie umana, che, in seguito, li privilegiò come luoghi dove fondare le proprie città, anche grazie alla fertilità dei loro terreni . Tuttavia, l’uomo spesso si dimentica di aver costruito le sue opere in un contesto che non è assimilabile a nessun altro, e in cui il vulcano, prima o poi, può fare pesantemente scontare questa “invadenza”.
Bisogna, quindi, sempre ricordare che non sono i vulcani ad essere invasivi perché insidiano i nostri abitati, bensì che noi abitiamo in un sistema che è vivo ed in continua evoluzione. Ne consegue la necessità di integrarsi, al meglio, nell’ambiente circostante per essere certi di non subire danni e perdite. Il Rischio Vulcanico è, generalmente, considerato come il prodotto di:

Rischio = Pericolosità x Vulnerabilità x Esposizione

La Pericolosità è riferita al possibile scenario eruttivo di un determinato vulcano, e questo lo conosciamo attraverso la vulcanologia.
Per diminuire il rischio bisogna, quindi, diminuire la vulnerabilità dei beni che sono esposti, ossia renderli sicuri per il determinato scenario atteso, fermo restando che l’esposizione, ossia il valore dei beni, rimanga costante.
Un esempio, a tal proposito, può essere la costruzione di un asilo o un ospedale in una zona dove si attendono delle colate laviche. Essa fa aumentare, di molto, il rischio vulcanico, ma la pericolosità del vulcano rimane sempre costante. Bisogna quindi tenere presente questo nel momento in cui si pianificano interventi dell’uomo in aree vulcaniche.

Un insieme faunistico ancora tutto da scoprire

La Val Calanna, il primo passo verso un unico grande edificio vulcanico

Il Grand Tour in Sicilia

I sensi raccontano Acireale

I sensi raccontano Torre del Filosofo

I sensi raccontano il Belvedere dell’Etna

I Malavoglia

I sensi raccontano la Val Calanna

La Valle del Leone e l’Ellittico

I sensi raccontano i Crateri Sommitali

Perché l’Etna si è formato proprio in quella posizione geografica?

Un Vulcano in continua evoluzione

Etna, terroir vinicolo d’eccellenza

L’eruzione del 2001 dell’Etna, dove l’approccio con i vulcani è cambiato

Acireale e la ricostruzione dopo il terremoto del 1693

Il sistema di faglie delle “Timpe” di Acireale

L’Etna: un meraviglioso insieme di microclimi e di vegetazione

L’Isola Lachea e i Faraglioni di Acitrezza

L’eruzione del 1928 che distrusse il paese di Mascali

Le prime manifestazioni vulcaniche Etnee tra Acicastello ed Acitrezza

Il fiume Aci

L’eruzione del 1669 a Catania

Il monitoraggio vulcanico e la previsione delle eruzioni

L’Ellittico, il primo grande vulcano Etneo

I sensi raccontano la Valle del Leone

L’attività dei Crateri Sommitali tra il 2011 e il 2019

I Monti Rossi e la distruttiva eruzione del 1669

Empèdocle e la sua passione per l’Etna

I sensi raccontano i Monti Rossi

Torre del Filosofo: alla base dei Crateri Sommitali (2950 metri)

Le “tacche” della neve

Il terremoto che cambiò la geografia della Sicilia orientale nel 1693

Acireale e le sue “timpe”

La continua evoluzione dei Crateri Sommitali Etnei

I sensi raccontano Acicastello ed Acitrezza

L’uomo e il vulcano: come comportarsi? Il rischio vulcanico

Etna, la montagna vivente

I diversi nomi della “Muntagna”

Il Belvedere Etneo