Il Santuario le absidi
La Cattedrale di Palermo

Le trasformazioni nei secoli

Nei secoli successivi la Cattedrale non subì particolari rimaneggiamenti o modifiche sostanziali; nel XIV secolo, fu completata la facciata occidentale e sopraelevate le 4 torri scalari vennero aggiunte le cappelle laterali e trasformati o ingranditi alcuni spazi liturgici.
Nel XV e XVI secolo, la maggior parte degli interventi fu dedicata all’abbellimento dell’interno con la decorazione delle nuove cappelle e l’inserimento di opere scultoree di pregio. All’esterno fu affidata ad Antonio Gambara l’incarico di realizzare un nuovo portale e un portico sul fronte meridionale. Nella zona del Santuario fu affidato, nel 1509, ad Antonello Gagini il compito di realizzare l’imponente tribuna marmorea , che doveva abbellire l’intero catino dell’abside centrale, con risvolti decorati che si affacciavano sull’Antititulo.Nello stesso periodo venne ampliata l’area della sacrestia, con un nuovo corpo aggiunto, verso est.
Dopo centinaia di anni l’edificio sacro, ancorché abbellito e curato dalla Maramma della Cattedrale, presentava i segni del tempo, in special modo per guasti strutturali alla fabbrica.
Alla fine del XVIII, l’occasione di tali lavori favorì l’avvio di un programma generale di ristrutturazione, trasformando profondamente la Cattedrale, secondo il gusto neoclassico dell’epoca, che ne determinò l’attuale assetto compositivo.
Il progetto fu affidato al regio architetto Ferdinando Fuga , ma la sua esecuzione operativa venne seguita dagli architetti palermitani Carlo Chenchi e Giuseppe Venanzio Marvuglia .
La Cattedrale venne, così, profondamente trasformata, al suo interno, come una chiesa a croce latina   con la creazione del grande transetto con al centro una grande cupola, che ne connota, oggi, pesantemente la sagoma esterna. La trasformazione più evidente riguardò l’area presbiterale, dove fu abolito l’originale Titulo ed Antititulo della basilica normanna, con la realizzazione delle cappelle del Santissimo Sacramento e di Santa Rosalia ,

La cappella di Santa Rosalia, nell’abside meridionale della Cattedrale, custodisce le spoglie della Santa, patrona di Palermo. Nata a Palermo nel 1130 da una famiglia benestante, Rosalia, da piccola visse in ricchezza nella villa paterna situata nell’odierno quartiere Olivella. Educata a corte, secondo la tradizione divenne anche damigella della regina. Non volendo accettare un matrimonio con il conte Baldovino, a quindi anni lasciò gli agi per abbracciare la fede. Visse per dodici anni, come eremita, in una grotta in Santo Stefano Quisquina, dedicandosi soltanto alla preghiera e l’amore verso Dio. Tornata a Palermo, trascorse il resto dei suoi giorni in un’altra grotta sul Monte Pellegrino, dove morirà, a quarant’anni, nel 1170. Viene ricordata il giorno della morte, il 4 settembre e il giorno del ritrovamento delle reliquie il 15 luglio. Le reliquie, ritrovate nel 1624, salvarono Palermo dalla peste tanto che Rosalia divenne patrona della città. Nella cappella, varcando il cancello di ottone, dietro l’altare d’argento, è collocata la preziosissima urna a reliquario, sempre in argento. Voluta dal Senato di Palermo, per portare in processione le reliquie della nuova patrona della città, è stata realizzata tra il 1631 e il 1637 dagli argentieri Giuseppe Oliveri, Francesco Ruvolo, Giancola Viviano, Matteo Lo Castro, con la collaborazione di Michele Farruggia e Francesco Roccuzzo e il disegno di Mariano Smiriglio, è uno degli esempi più alti di oreficeria barocca. L’opera si struttura in tre livelli: in basso la pedana decorata in argento sbalzato con i quattro putti agli angoli che sorreggono l’urna contenente le reliquie della Santa. Nell’urna, di forma longitudinale, sono raffigurati momenti della vita della Santa. Il coperchio, contiene sei formelle che raccontano la storia di Rosalia, dal suo arrivo a Monte Pellegrino, fino alla morte. L’urna culmina con la statua di Santa Rosalia. Ai lati due altorilievi di Valerio Villareale, rappresentano Santa Rosalia invoca Cristo per la liberazione della peste e l’Ingresso delle gloriose reliquie di Santa Rosalia a Palermo. Secondo le fonti il padre Gesuita Giordano Cascini, oltre a scrivere l’agiografia della Santa, “De vita et inventione S. Rosaliae”, indicò i temi e le scene per la sontuosa “vara”.

il maggiore prolungamento del cappellone del coro , fino all’ abside maggiore , scomposero la spazialità originaria della zona dell’Antititulo.

La costruzione della cattedrale di Monreale tra mito e risvolti storici

La cappella perduta

La facciata decorata

L’impronta del re

Ruggero II d’Altavilla: un sovrano protetto da Dio

La quadratura del cerchio

Una commistione di stili pervade le decorazioni pavimentali

Una architettura religiosa normanna in Sicilia con influenze islamiche

La cattedrale di Cefalù: un cantiere in mutamento tra slancio di fede e controllo sul territorio

Da Moschea a Cattedrale

Il portico laterale: un insieme di eleganza e leggerezza delle forme

Due torri inizialmente simili, variate nel tempo

La Cappella di S. Maria Maddalena

Tempus Fugit: un progetto strategico realizzato in un breve periodo

Le decorazioni interne

Un albero pieno di vita

Temi biblici animati dalla luce sfolgorante delle vetrate che si affacciano sulle navate

Il portico meridionale

Una cappella dall’autore ignoto basata su ripetute simmetrie

La Cattedrale di Gualtiero

Uno spazio tra visibile ed invisibile

I mosaici delle absidi

La città medievale tra monachesimo ed aristocrazia feudale

L’area del Santuario

Un chiostro dalle accentuate varietà stilistiche

Cefalù: testimonianze insediative attraverso il tempo

Le trasformazioni dell’aula attraverso i secoli

La paradisiaca “conca d’oro” che abbraccia Palermo: un nome dagli innumerevoli volti attraverso il tempo

La madonna Odigitria

La cappella di san Benedetto

Le modifiche architettoniche della fabbrica del Duomo dopo la morte di Ruggero II e le trasformazioni del chiostro

La Bibbia di Pietra

Le torri prospicenti la facciata adibite a campanari

La Bibbia scolpita su pietra

Un disegno compositivo che coniuga esempi nordici con nuovi linguaggi artistici, attraverso i secoli

Sotto le crociere del Bema

Le torri e la facciata occidentale

Stratificazioni culturali, di diversa origine, decorano le absidi esterne

Il progetto originario

Il plasticismo del portico principale e la monumentale porta bronzea di bonanno pisano

Un palinsesto della Storia

Il cimitero dei re

Ricognizione delle tombe reali

Le navate laterali

Le colonne della navata centrale: lo studio meticoloso dell’ordine d’insieme

L’equilibrio tra architettura e luce

Il dialogo tra le architetture del complesso monumentale

I legami degli Altavilla con gli ordini monastici in Sicilia

Una controversa interpretazione

Iconografie duecentesche decorano il soffitto ligneo della navata centrale progettato con soluzioni inedite

I sarcofagi in porfido: regalità e potere

Una polisemia di forme e contenuti ad alto livello artistico

Il grande presbiterio: uno spazio unico per la cattedrale

Elementi artistici nella nave di Pietro

La cattedrale nei secoli

La cappella del crocifisso: uno scrigno d’arte creato su modello precedente

Il chiostro: un luogo tra la terra ed il cielo

Gli spazi liturgici della Protesis e del Diaconicon

L’Ecclesia munita

Il coro: cuore pulsante della cattedrale

Le cattedrali dei Re

La cappella ritrovata

Un popolo venuto dal Nord

Una nuova cattedrale

Caratteristiche dell’architettura religiosa in epoca romanica

L’inizio del cantiere

Il portale marmoreo: un intimo dialogo tra complessi aspetti ornamentali e struttura formale

Le trasformazioni nei secoli

La cappella di san Castrense: importante testimonianza rinascimentale

Palermo felicissima urbe

I mosaici del Presbiterio

La cappella dei Re

Le funzioni di culto

Giardini ed architetture come sfondo alla città di Palermo

La navata più lunga

La grande restaurazione

Oltre l’armonia delle proporzioni

Dalla porta maggiore alle navate: l’invito ad un percorso di fede

Il disegno strategico di Ruggero II

Il substrato culturale attraverso il tempo

Un soffitto mirabile

La decorazione musiva